Garret's Memories

Garret's memories è un laboratorio che ricerca e crea la bellezza. La ricerca lì dove nessuno guarda, lì dove è più nascosta: in oggetti vecchi, abbandonati, scoloriti e arrugginiti. La crea abbinando i colori, cambiando le forme ed estrapolando quel fascino che sembrava del tutto assente.

Dietro tutto questo ci nascondiamo noi, Simone e Lorenza, due ragazzi abruzzesi, amici ormai da più di dieci anni e accomunati dalla passione per l'interior, il riciclo e il vintage. Nel corso degli anni abbiamo fatto delle vere e proprie razzie, raccolto dalla strada tanti, troppi cimeli e la prova di ciò è la soffitta di Simone, piena a tal punto da essere quasi inaccessibile! 

Abbiamo sperimentato, sbagliato e rinnovato. Nonostante le sconfitte e le difficoltà però, ciò che ci motiva e ci anima è la soddisfazione di vedere un mobile completamente stravolto nello stile, ma che mostra ancora la sua anima, ed inoltre lo stupore negli occhi delle persone di fronte al re-make di un oggetto altrimenti destinato alla discarica. 

È proprio con uno di questi lavori che vi diamo il "benvenuto" nella nostra piccola realtà creativa e sarà Simone ad aprire le danze!


Ero stufo di rientrare a casa e vedere quella parete bianca a fissarmi, sentivo di dover agire per rendere l’ingresso più accogliente affinché desse un benvenuto più adeguato. La mia mia mente allora ha cominciato a macchinare e di lì a poco mi sono ricordato di una vecchia scatola piena di fili elettrici, venuta fuori mettendo in ordine in soffitta e che sapevo mi sarebbero tornati utili.
Mi piacevano molto i colori e soprattutto l’idea di utilizzare del materiale abbandonato da anni, ma come potevano quei fili aiutarmi nel portare a termine il mio obiettivo?




Pensa e ripensa è nata l’idea! Sono andato alla ricerca di vecchie assi di legno (una di loro era la seduta dell’altalena di quand’ero bambino) e dopo averle trovate le ho carteggiate attentamente con una cartavetra di grana media (120) ponendo cura nel rimuovere tutti gli strati di sporcizia che si erano ancorati su legno.


Nello step successivo, con il legno liscio e pulito, ho passato a pennello tre strati di flatting all’acqua carteggiando leggermente tra una mano e l’altra con una cartavetra di grana medio bassa (220). Ponete attenzione quando passate il flatting, è vero che una volta asciugatosi è trasparente, ma se non viene steso bene e si lasciano dei grumi, questi poi, lì dove si è accumulato il prodotto, si vedranno come anestetiche macchie giallastre, come se fosse sporco.
 A questo punto, dopo aver unito le tavole tra loro, ho tracciato a matita la parola “welcome” per avere una guida sulla quale incollare poi i fili elettrici.




Il singolo filo mi sembrava troppo sottile per cui ho deciso di intrecciarne due insieme fermandoli alle estremità con la colla a caldo e, sempre grazie a quest'ultima, ho fissato il filo sulle assi di legno seguendo la traccia a matita. Per rendere il tutto più ancorato, ho apposto dei chiodini per tutta la lunghezza del filo in modo da tenerlo bloccato sul legno altrimenti la colla da sola non avrebbe retto a lungo.
 Ecco fatto! Ora non restava che fissare dei ganci al legno e appenderlo al muro e con gli giusti elementi e delle piante, che subito mettono di buon’umore, quella noiosa parete bianca è solo un brutto ricordo!

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