L'inadeguatezza



Sono stata inadeguata già alle scuole medie, non ero quella figa, non vestivo griffata, ero di quelle che non uscivano molto, anonima, questo si è trasportato alle superiori, all’università.

Solo che finché  non ho varcato la soglia del mio posto di lavoro non avevo preso coscienza piena di questa sensazione e quanto mai della parola, da quell'istante  in poi è stata palese.

Sono stati anni di continui modi leciti e non, di farmi notare che io non ero all'altezza di fare quel lavoro – si ok lavori ma non  lo fai come il Mario o Maria di turno- anche se ogni giorno,  mi  impegnavo con professionalità a svolgere  il mio ruolo,il costante paragone con altre persone portavano la mia autostima sotto ma sotto il livello del mare , in alcuni casi riusciva a raggiungere il centro della terra.

Quando poi  ho deciso di sbarcare qui, luogo dove sensibilità ed educazione sembrano sconosciute e più di tutto il talento non viene seguito, la mia inadeguatezza ha raggiunto i  massimi storici, per anni mi sono detta – Perché devo scrivere o raccontare il mio punto di vista , quando c’è Tizio e Caio che lo fanno meglio di me?- questa domanda mi ha rimbombato nella testa per tanto di quel tempo sino a farmi convincere che era vero.

La voglia di  mollare e  ritornare nel totale sprofondo del mio nero esistenziale, di accettare quello che gli altri mi imponevano  e mi impongono, il loro modo di vivere, il loro modo di  lavorare, senza dire la mia, era tantissima.

Una mattina, dopo che  mi sono trovata di fronte all'ennesimo tentativo di minare la mia autostima ho rigirato al mittente l’invito, perché ? Cosa  era cambiato?

Semplicemente ho detto basta, non potevo accettare più di sentirmi così, svolgo il mio lavoro al meglio sia qui che  nei meandri oscuri di quello “ufficiale”, ogni giorno mi sforzo con competenza e tanta onestà , senza artefici , senza filtri , di dare il mio contributo.

Ci sarà sempre qualcuno più bravo di me e di tanta altra gente, solo che non  lo vedo più come un paragone ma come fonte di ispirazione per migliorarmi.


E tu quanto ti senti inadeguata nel tuo lavoro? Quanto hanno influito i paragoni nella tua vita?







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